Sky TG24 – Andrea Spinelli e l’arte di ritrarre dal vivo i processi cos’è il courtroom sketching
“La vita, le storie e le inchieste che finiscono – loro malgrado – in quelle aule di giustizia sono, da sempre, in qualche modo uno specchio anche della società che siamo diventati e come tale, da sempre, diventano notizie. Ma il racconto ha bisogno di immagini e l’illustrazione giudiziaria, con altre, permette di dare un colore al racconto, forse persino in modo più morbido.”
Ringrazio Diletta Giuffrida per questo bellissimo articolo per Sky TG24 che raccoglie riflessioni importanti e una gallery dei lavori più rappresentativi che ho realizzato finora!
ANSA – Fra istantanee e acquerelli “Cosi’ ritraggo gli imputati in tribunale”
ANSA pubblica una video-intervista nella quale mostro come nasce un’illustrazione giudiziaria e racconto il mio percorso da illustratore giudiziario a partire dai primi processi in Corte d’Assise a Milano, come quelli a carico di Lucia Finetti, Rosa Fabbiano e Mensa dei poveri, fino a quelli più noti alle cronache come quelli a carico di Alessia Pifferi e Alessandro Impagnatiello (il delitto di Senago).
Il TG2 della RAI ha trasmesso il servizio “Reportage a Colori”, a firma di Sara Grattoggi, dove viene raccontata la mia attività di illustratore giudiziario al Tribunale di Milano. Il servizio, precedentemente trasmesso dal il TGR Lombardia, è qui riproposto in una versione più estesa.
Classe 1990, ha preso esempio dalla tradizione americana e si è creato il mestiere di Illustratore Giudiziario. Segue i processi nelle aule di Corte d’Assise e li descrive col pennello. [Il servizio di] Sara Grattoggi.
Andrea Spinelli: “Questo l’ho realizzato durante la lettura della sentenza del primo processo che ho seguito. È un momento abbastanza forte, molto forte, della lettura della sentenza in cui ho visto l’imputata confrontarsi con questa emozione travolgente della lettura“.
Sara Grattoggi: “Una donna senza occhi, senza bocca”.
A. S.: “Sì, perché credo che si possa rendere l’emotività di un momento così tragico, così impattante, a volte anche senza riportare necessariamente i tratti somatici ma, appunto, giocando con i colori”.
S. G.: “Con matite, inchiostro e acquerelli, ha iniziato a documentare dal vivo alcuni dei processi celebrati in tribunale a Milano, portando per la prima volta in Italia l’Illustrazione Giudiziaria che in altri Paesi, a cominciare dagli Stati Uniti, è una tradizione consolidata, soprattutto quando le telecamere non sono ammesse in aula. Una particolare forma di reportage che Andrea Spinelli, classe 1990, ha scelto per unire due sue grandi passioni”.
A. S.: “Questa mia idea è nata anzitutto da una passione che ho per la cronaca nera, il crime, che ho fuso con quello che è il mio lavoro, cioè l’illustratore, in particolare illustratore inerente a eventi dal vivo. Ho cercato di fondere queste due questi due aspetti della mia vita molto importanti, rifacendomi alla tradizione americana dei Courtroom Sketchers”.
S. G.: “Quanti processi hai seguito finora?”
A. S.: “Finora ho seguito cinque processi, per lo più in Corte d’Assise, che è appunto la sezione dove si svolgono i processi per i reati più cruenti.
S. G.: “Come scegli i processi da seguire? Cos’è che ti cattura?”
A. S.: “Quello che più mi attira sicuramente è l’aspetto psicologico e quello che cerco di rendere attraverso la mia arte è l’aspetto emozionale di quello che si respira nelle aule”.
S. G.: “Fra i processi che sta seguendo ormai da mesi, quello che vede imputata Alessia Pifferi per l’omicidio della figlia Diana di diciotto mesi lasciata a casa da sola per sei giorni e morta di stenti”.
A. S.: “È una vicenda estremamente delicata, con delle emozioni molto forti che si sentono in aula. Mi ha colpito in particolare la sensazione di vuoto che ho percepito quando l’imputata ha testimoniato, ma anche la rabbia e la voglia di giustizia delle parti lese”.
S. G.: ”Una sperimentazione che presto potrebbe trasformarsi in un progetto strutturato”.
A. S.: “Grazie alla collaborazione con la Presidenza del Tribunale di Milano, stiamo cercando di creare un protocollo riguardo questa attività, in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati di Milano, per rendere appunto questa attività non solo uno strumento artistico, ma uno strumento utile sia per il processo che per l’informazione”.
S. G.: “Un’attività che lo sta facendo conoscere ora anche dal grande pubblico”.
A. S.: “Vedo con grande soddisfazione che oltre alla curiosità, c’è anche voglia di capire e di vivere le emozioni del processo e anche i fatti che accadono attraverso i disegni e questo mi rende assolutamente felice”.
Si è aperta la discussione del processo a Rosa Fabbiano. L’avvocato Ligotti, difensore dell’imputata, era assente per motivi di salute. La Corte ha quindi interloquito con le parti, che si sono accordate per far discutere il PM e differire alla prossima udienza l’arringa difensiva.
Il PM Elisa Calanducci chiede 28 anni di reclusione per l’imputata.
La Dott.ssa Calanducci, PM, ha chiesto anni 28 di reclusione per l’imputata. In particolare, la PM ritiene che l’imputata debba essere dichiarata colpevole di omicidio aggravato dal vincolo di ascendenza e dalla minorata difesa della vittima.
In merito alle attenuanti generiche, la PM ha sostenuto che esse vanno concesse in considerazione delle condizioni di salute dell’imputata, che ha subito un intervento chirurgico per un tumore, e della sua situazione familiare difficile. La PM ha escluso la premeditazione, ritenendo che Fabbiano non avrebbe avuto motivi economici per uccidere la madre.
Il PM ha infine chiesto il nulla osta alla tumulazione della salma della vittima, ma la difesa si è riservata di opporsi, in considerazione della possibilità di chiedere una nuova perizia in appello.
Il PM ha replicato affermando che sono stati prelevati campioni doppi, di conseguenza non sarebbe necessario non far tumulare la salma. Inoltre, ha richiesto la restituzione del veicolo posto sotto sequestro, poiché non risulta utile ad ulteriori accertamenti.
La Corte ha fissato la prossima udienza al 19 Dicembre 2023, per consentire alla difesa di discutere e presentare le sue conclusioni.
Il 18 Novembre 2023 mi trovavo alla casa di reclusione di Milano Opera per assistere all’evento “I violini del mare contro l’indifferenza”. Si tratta di un progetto unico che fonde utilità sociale e rieducativa all’arte e alla musica:
Durante i primi minuti dello spettacolo, con mia grande emozione, sono stato invitato sul palco per omaggiare Dori Ghezzi (icona della musica italiana degli anni ’60 e ’70, nonché moglie di Fabrizio De André) con l’illustrazione che avevo realizzato per il “laboratorio di piccole trasformazioni” che si era tenuto, sempre al carcere di Opera, nella giornata del 3 ottobre 2023.
Per realizzare l’opera mi sono ispirato ai versi del brano “Oceano” che Fabrizio De Andrè scrisse con Francesco De Gregori:
“Ed arrivò un bambino con le mani in tasca Ed un oceano verde dietro le spalle Disse Vorrei sapere, quanto è grande il verde Come è bello il mare, quanto dura una stanza È troppo tempo che guardo il sole, mi ha fatto male”
L’artista Andrea Spinelli omaggia Dori Ghezzi della Fondazione Fabrizio De Andrè con l’illustrazione che ha realizzato per l’evento “I Violini del mare contro l’indifferenza” che si è tenuto al Carcere di Opera
La copertina de Il Venerdì di Repubblica del 3 Novembre 2023 realizzata dall’illustratore giudiziario Andrea Spinelli. L’inserto contiene un’intervista a John Grisham che parla del suo nuovo libro “Lo Scambio”.
Oggi in edicola l’inserto (n. 1859 del 3/11/2023) de Il Venerdì di Repubblica ha in copertina una mia Illustrazione Giudiziaria!
Ho disegnato l’avvocato e scrittore di fama mondiale John Grisham (300 milioni di copie vendute in tutto il mondo) mentre sostiene la sua arringa in un ipotetico tribunale americano.
All’interno, un articolo di Lucrezia Quadriracconta del mio progetto Arte Giudiziaria; c’è anche un’intervista di Gabriele Romagnoli a Grisham, il quale si racconta e parla del suo nuovo legal thriller “Lo Scambio”.
In questo reel, che ho pubblicato sul mio profilo Instagram @andreaspinelliart, ti mostro come ho realizzato con acquerelli e matite la cover per Il Venerdì di Repubblica.
Il Pubblico Ministero Francesco De Tommasi, affiancato dalla PM Rosaria Stagnaro, sostiene che l’imputata Alessia Pifferi sia stata influenzata dalle psicologhe del carcere nella sua strategia difensiva e chiede la produzione di tutta la relativa documentazione psichiatrica.
L’udienza si sarebbe dovuta svolgere rapidamente, con il conferimento dell’incarico al perito. Tuttavia, il Pubblico MinisteroFrancesco De Tommasi ha chiesto di parlare prima, dichiarando di voler produrre tutta la documentazione relativa alla Pifferi, trovata presso il polo psichiatrico del carcere di San Vittore.
In particolare, ha fatto riferimento al diario clinico dove sono appuntate le note delle psicologhe che hanno seguito l’imputata. Il PM ha sostenuto che la Pifferi sia stata influenzata dalle psicologhe del carcere, che le avrebbero fornito una strategia difensiva da utilizzare al momento dell’esame testimoniale e nel processo.
Per questo motivo, il PM ha chiesto l’esclusione dal materiale probatorio delle relazioni redatte dalle psicologhe, perché faziose, antiscientifiche e inutilizzabili.
La Parte Civile si è associata alle richieste del PM. L’avvocato della DifesaAlessia Pontenani si è opposta all’esclusione della relazione dal materiale probatorio e ha chiesto di sentire le due psicologhe del carcere. Il PM si è associato alla richiesta della Difesa.
La Corte ha rigettato le richieste del PM di esclusione del materiale probatorio e ha anche rifiutato di sentire le psicologhe, ritenendo la richiesta superflua per il processo.
La Corte conferisce l’incarico al perito Elvezio Pirfo che dovrà verificare la capacità di intendere e di volere dell’imputata al momento del fatto.
La Corte ha conferito l’incarico al perito Elvezio Pirfo, che dovrà verificare:
la capacità di intendere e di volere dell’imputata al momento del fatto;
la capacità dell’imputata di stare in giudizio;
la pericolosità sociale dell’imputata
se le contraddizione tra le dichiarazioni rilasciate dall’imputata prima e durante il suo esame siano compatibili con la personalità della Pifferi.
La prossima udienza è stata fissata per la data del 4 Marzo 2024, quando il perito depositerà la sua relazione.
Milano Pavia News, il TG di Milano Pavia TV, ha trasmesso un servizio a firma di Gaia Dadda sulla mia attività di Illustratore Giudiziario al Tribunale di Milano.
Trascrizione del servizio
Gaia Dadda: I suoi acquerelli non vengono esposti nei musei, ma servono a raccontare situazioni decisamente delicate, ovvero i processi in Corte d’Assise. Lui si chiama Andrea Spinelli, ha 33 anni ed è il primo in Italia ad occuparsi di Illustrazione Giudiziaria, un’usanza molto diffusa negli Stati Uniti. Un linguaggio alternativo, definito dolce rispetto alla fotografia. Dopo essersi diplomato al liceo artistico, è diventato illustratore di professione. Da circa un anno ritrae le udienze in tempo reale, mentre prima dipingeva sotto al palco durante i concerti.
Andrea Spinelli: Questo mi ha abituato a ritrarre dal vivo, appunto, all’interno di questi contesti. L’estate scorsa, mentre guardavo casualmente un documentario crime, ho pensato proprio a questo aspetto del mio lavoro e ho fatto un collegamento. Mi sono detto: perché non provare a portare questo tipo di arte, così dinamica, viva ed estemporanea anche all’interno delle aule di giustizia?
A. S.: In particolare ricordo questa condanna all’ergastolo di questa donna che era imputata per omicidio nel nei confronti del marito. Ricordo il momento della sentenza che fu molto scioccante per tutti, perché fu un esito un po’ inaspettato e ci colpì molto. Ho visto questa persona perdere completamente le speranze: è un tipo di esperienza molto forte, molto impattante da vedere. Un altro caso che seguo, sicuramente più mediatico, è quello di Alessia Pifferi.
G. D.: Da qualche tempo il pittore ha avviato una collaborazione con Francesco Esposito, criminologo forense, docente, autore crime di prodotti audiovisivi e vincitore del premio Pod24 con il suo podcast Le bestie di Satana Venticinque anni dopo. L’artista crea le copertine per i podcast del criminologo, ad esempio per quello dedicato alla strage di Erba.
Francesco Esposito: La cosa particolare è che abbiamo inserito all’interno del podcast vere parti dei processi, anche a costo di chiedere all’ascoltatore, che ha risposto benissimo, quella fatica e quell’attenzione in più nell’ascolto.
Il Dott. Ilio Mannucci Pacini, Presidente della Corte d’Assise del Tribunale di Milano (fino al Novembre 2023), esprime la sua opinione sull’illustrazione giudiziaria, soffermandosi sulla delicatezza di tale narrazione e sulla relativa utilità all’interno del processo penale italiano.
La trascrizione dell’intervento:
“Due cose, direi. La prima, è che rispetto ad altri ordinamenti processuali, con la possibilità che il processo italiano ha di vedere utilizzate le macchine fotografiche, le telecamere, rende meno esclusiva la rappresentazione delle fasi processuali attraverso il suo lavoro, cioè quello del disegnatore. Perché, appunto, sappiamo che negli Stati Uniti, forse anche in Inghilterra, vi è un divieto di accesso all’aula d’udienza delle fotocamere e delle videocamere, per cui il disegnatore è la persona che in via esclusiva rappresenta graficamente le dinamiche che avvengono nel processo. Quindi questo è, dal punto di vista della comunicazione, un dato significativo, da valutare, rispetto al nostro ordinamento processuale.
Non commento i profili artistici che, appunto, non sono oggetto di questo nostro piccolo intervento, ma dal punto di vista processuale posso dare atto che lo strumento del disegno è indubbiamente meno invasivo rispetto a quello che, normalmente, viene utilizzato per rappresentare imputati, testimoni, fatti dal processo, gli stessi giudici. Perché ha una delicatezza, una minore violenza nel carpire le espressioni. Questo è un dato che le ho fatto presente da subito, nel senso che tutte le parti, vedendosi rappresentate nei disegni, si sentono meno invase dallo strumento. Tanto che, posso dare atto che nei processi l’autorizzazione a essere rappresentata attraverso i disegni non è mai stata negata da nessuno, mentre alcuni, o molti, a seconda delle situazioni, negano l’autorizzazione a essere fotografati o ripresi dalla videocamera. Questo è un dato che è legato allo strumento, al mezzo che viene utilizzato che è indubbiamente più dolce, mi verrebbe da dire, inteso nel senso che il rapporto che si instaura con la persona rappresentata è meno invasivo e, quindi, da questo punto di vista, crea indubbiamente all’interno delle dinamiche processuali minore tensione, minore conflittualità, forse anche minore violenza. Perché a volte l’immagine cruda è un’immagine che rappresenta anche stati d’animo, condizioni, situazioni di tensione che possono non far piacere a chi si vede rappresentato“.
Ringrazio Luisa Fascinelli per avermi intervistato per Golfo dei Poeti News; in questa intervista ripercorro aspetti del mio lavoro di illustratore giudiziario che solitamente passano più in sordina ma che sono parte integrante dello svolgersi del processo, come quello psicologico e quello emotivo.