







Sky TG24 trasmette un servizio, a firma di Diletta Giuffrida, sull’ultima udienza del processo ad Alessia Pifferi. Il video include alcune riprese di me al lavoro in aula, in qualità di Illustratore Giudiziario.

Trascrizione del servizio
Il suo sguardo resta fisso per ore in un punto indefinito dell’aula, mentre il pubblico ministero le chiede conto di quei 6 drammatici giorni del Luglio 2022 quando, dopo averla abbandonata da sola in casa, trovò sua figlia Diana, di 18 mesi appena morta di stenti nella sua culla.
Sembra quasi non rendersi conto di dove si trovi Alessia Pifferi, 37 anni, rossetto rosso e rosario al collo, che davanti alla Corte d’Assise di Milano deve ora rispondere di omicidio volontario pluriaggravato. Tra decine di “non ricordo”, ammette che sì, era capitato altre volte che lasciasse la figlia da sola in casa.
Alessia Pifferi: “Le lasciavo due biberon di latte e due bottigliette di acqua e una di teuccio”.
P.M.: “E quando tornava in che stato la trovava?“
A. P.: “Bene, tranquilla”.
Lo scorso luglio Alessia Pifferi fa quello che aveva fatto altre volte. Non pensava, dice, potesse capitare una cosa del genere.
A. P.: “Io pensavo che il biberon che le avevo lasciato bastasse”.
P.M.: “Lei lo sa che conseguenze può avere l’assenza di cibo, di acqua, di liquidi? Lei lo sa? O non sa nemmeno questo adesso?”
A. P.: “Io le chiedo gentilmente di non sgridarmi, per favore”.
Alessia Pifferi viveva nella casa di famiglia con i soldi che le mandava la madre dalla Calabria. Centocinquanta, duecento euro al mese. Non sa chi è il padre di Diana. Non sapeva nemmeno di essere incinta.
Avv. Alessia Pontenani: “Le psicologhe del carcere, bravissime, l’hanno vista ventinove volte. Alessia Pifferi ha un quoziente intellettivo di 40 che è all’1% rispetto alla popolazione, vede tutto come se fosse una diapositiva, vede il momento, non ha idea del tempo che passa”.
In aula c’è la sorella dell’imputata Viviana Pifferi. Lei vive a Milano e con la madre si è costituita parte civile contro Alessia. Ha recitato tutta la vita, dice a favore di telecamere. Per lei la colpa è sempre degli altri.
D. G.: “Ha mai pensato di chiamare i servizi sociali per aiutare sua sorella, per esempio?”
Viviana Pifferi: “Essendo in grado di intendere e di volere, doveva farlo lei”.
