Milano, 17 Dicembre 2024. Ieri mattina ho partecipato a una gita speciale: una classe di quinta elementare è venuta a fare visita al Tribunale di Milano.
Assieme al Pm Francesco Cajani, alla giornalista di Avvenire Viviana Daloiso e alla regista del documentario “Lo Strappo – Quattro chiacchiere sul crimine” Chiara Azzolari, abbiamo accompagnato venti bambini per i corridoi e le aule del Palazzo di Giustizia, guidandoli attraverso le bellezze artistiche del luogo.
Nell’aula di Corte di Assise d’Appello (la più bella e suggestiva tra tutte) li attendeva la Presidente della Corte d’Assise Antonella Bertoja, per spiegare loro cos’era il posto in cui si trovavano e che cosa facessero ogni giorno gli adulti lì dentro.

La giustizia è un tema complesso da affrontare, a maggior ragione per dei bambini; tuttavia, con leggerezza e curiosità, hanno saputo leggere i bellissimi dipinti presenti nelle aule e interpretarne i simboli. La loro intelligenza e la loro acutezza mi hanno stupito e hanno risvegliato in me un confortante senso di speranza.
I bimbi erano molto incuriositi anche da quello che disegnavo, mi hanno fatto un sacco di domande – il disegno li affascina e apre un potente canale di comunicazione con loro.
Mentre ci spostavamo per i corridoi, mi sono accorto che una bimba si era fermata ad osservare la statua della Giustizia di Attilio Selva: la osservava immobile, con grande attenzione; in mano aveva il suo bloc notes sul quale prendeva appunti. Era un’immagine perfetta per sintetizzare la ricchezza che mi ha donato la giornata di ieri.

Chissà cosa stava scrivendo sul suo taccuino?
